Morte di Albert Stockner, il lupo non c'entra: "il decesso avvenuto per assideramento. Lesioni superficiali da morsi di animale"
"Le lesività cutanee riscontrate, al contrario, appaiono ascrivibili ad azione di fauna, verosimile canide, in virtù della presenza di escoriazioni figurate suggestive di morso animale. Tali lesioni, in ogni caso, si sono rilevate piuttosto superficiali, ovvero non interessavano strutture vascolari/nervose di significativa importanza vitale e, pur avendo permesso una certa perdita ematica per lesione di vasi periferici, non appaiono compatibili con la produzione di uno shock emorragico" si legge nel comunicato ufficiale diramato dalla Procura

BOLZANO. Albert Stockner è deceduto per le "fatali conseguenze di una condizione di severa ipotermia (i.e. assideramento)" e le "lesività cutanee riscontrate" "si sono rilevate piuttosto superficiali" e "pur avendo permesso una certa perdita ematica per lesione di vasi periferici, non appaiono compatibili con la produzione di uno shock emorragico".
Stockner, dunque, non è morto per le ferite prodotte dai morsi di un canide, come qualcuno aveva paventato in un primo momento, ma per il freddo. La comunicazione arriva dalla Procura di Bolzano dopo l'autopsia svolta sul corpo dell'uomo che ha certificato come le lesioni non siano state la causa della morte ma trattasi di ferite superficiali.
La Procura stessa ha dato il nullaosta per la sepoltura del corpo dell'ex agricoltore altoatesino.
Il 73enne era scomparso da Velturno nella giornata di domenica 18 febbraio ed era stato ritrovato - grazie alla segnalazione di una donna che era a passeggio con il proprio cane - alle prime luci dell'alba di lunedì 19 febbraio, dopo aver trascorso la notte all'addiaccio, in un prato sopra l'abitato di Bressanone.
L'uomo era stato immediatamente soccorso sul posto e poi trasferito in elicottero all'ospedale di Bolzano: le sue condizioni erano però peggiorate sino al decesso, avvenuto nel pomeriggio di lunedì.
Di seguito il comunicato ufficiale diramato dalla Procura di Bolzano:
“L'esame macroscopico, in primis, ha permesso di poter escludere la presenza di lesioni traumatiche attribuibili ad azione da parte di soggetti terzi - si legge nel dispositivo -. Le lesività cutanee riscontrate, al contrario, appaiono ascrivibili ad azione di fauna, verosimile canide, in virtù della presenza di escoriazioni figurate suggestive di morso animale. Tali lesioni, in ogni caso, si sono rilevate piuttosto superficiali, ovvero non interessavano strutture vascolari/nervose di significativa importanza vitale e, pur avendo permesso una certa perdita ematica per lesione di vasi periferici, non appaiono compatibili con la produzione di uno shock emorragico. Il decesso, infatti, alla luce della tipologia, sede e profondità delle lesioni, nonché stante l'assenza di rilevanti condizioni patologiche preesistenti, è ragionevolmente riconducibile alle fatali conseguenze di una condizione di severa ipotermia (i.e. assideramento), circostanza peraltro suffragata anche dalla temperatura corporea rilevata dai Soccorritori al momento del rinvenimento (22°C). Effettuati gli opportuni prelievi del caso, comprensivi di campioni per le indagini istologiche e tossicologiche, nonché di tamponi sulle ferite per eventuali comparazioni di natura genetica (ricordando tuttavia che il paziente era ricoverato e medicato in ambiente ospedaliero), non vi sono ulteriori impedimenti - di ordine medico legale - al rilascio di nulla osta alla sepoltura della salma".












